Missione spesa. Il supermercato

Il supermercato non è per tutti.

Devi aver studiato per fare una spesa a regola d’arte se non vuoi ridurti a sclerare in pubblico in mezzo al corridoio dei sottolii mentre tenti, tuo malgrado, di trovare l’ammorbidente!

Non vorrai mica andarci impreparato a fare la spesa.

Ti chiederai: “e che cos’è un esame? Un’interrogazione?”.

NO. È molto peggio. È una missione.

Partiamo dall’inizio, quando arrivi all’entrata con la tua bella macchinina.

Perchè se vai a piedi, lasciatelo dire, sei un poraccio sul nascere.

Fallirai in un nano secondo: o ti si rompono le buste o ti si rompono le mani. Semplice.

Quindi, diciamo che arrivi alla torretta dei ticket del parcheggio del super.

Parti già malissimo se la sbarra è aperta e la vocina urlante ti dice “BIGLIETTI ESAURITI” . Che poi, non ho mai capito perchè urla sta tizia, è amica di quella del casello?

Ci pensi, ti guardi intorno … che faccio entro? Non entro? E poi se entro come esco? Ecco perchè c’è sempre la fila per entrare! La gente riflette. Non sa che fare!

Ma alla fine, non hai alternative, hai una missione da portare a termine. E c’è anche da dire che nel frattempo si è creata la famosa coda, quindi sei in trappola e non puoi più ritirarti. Dunque passi.

Ma avrai l’ansia tutto il tempo per questa cosa. Per tutta la durata della spesa tu saprai di non avere il ticket da timbrare alle casse. Già ti senti in difetto per questo.

Ma andiamo avanti. Parcheggi. E ti assicuri di averlo fatto in zone piuttosto remote del parcheggio in cui le vecchie, generalmente con la Micra verde, non arrivano. Te ne accorgi dalla puzza di frizione, ovvero se la senti scappa più lontano che puoi!

Parcheggerai oltretutto lontanissimo dall’entrata, dove fanno sosta senza permesso e senza scrupoli i SUV Mercedes delle milf rifatte, le quali puntualmente o ti ammaccano la macchina a te o mettono sotto qualche vecchietta con la Micra verde che aveva appena parcheggiato.

Dunque, superate le faide e le lotte di classe, finalmente scendi dall’auto e hai due opzioni:

O apri il cofano e prendi le sacrosante bustone di plastica e adamantio indistruttibili.

O ti abboni alla tariffa “vaffanculo ste buste di merda” verso tutti o verso tuo marito che non le ha rimesse in auto dopo aver fatto l’ultima spesa.

Quante volte ci succede di dimenticarci ste benedette buste eh? Quelle grandi e grosse che da bravi clienti puntualmente conserviamo a pacchi da 12 (perchè ce le siamo dovute comprare le volte precedenti che ce le siamo dimenticate? Eh?).

Economicissime poi, 2 euro l’una … un mutuo.

Quante volte per non ricomprarle, perchè è un sacrilegio, ci autopuniamo tornando a casa con una ventina di quei mini sacchetti di plastica riciclata, stile umido, che se non si rompono è un miracolo di Dio e che odorano di funghi secchi ? Perchè odorano di funghi secchi!!

Quante volte, se hai studiato e hai diverse bustone nel portabagagli, te la tiri e dici “ah, ma tanto oggi non devo comprare chissà che cosa” e ti porti una busta sola?

Poi puntualmente te ne servono 3 …

Ve lo dico io che la spesa è per soli esperti!! Tutti gli altri: spesa online. Dai sù.

Ma andiamo avanti, macchina parcheggiata, buste prese, siamo allo step n.4: il carrello …e l’EURO!

Anche qui vale la stessa cosa delle buste, c’è la promozione “du spicci per tutti infinity” sempre attivabile verso tutti o verso … tuo marito, che si è dimenticato di rimettere l’euro al posto suo.

E dove si trova l’euro? Nel vano porta oggetti dell’auto.

Una certezza assoluta come poche. Dovrebbero fabbricare le auto già con l’euro dentro.

Se non hai l’euro è effettivamente un grosso problema, o cerchi di rubare qualche carrello abbandonato nei pressi, o quello di qualche barbone che alloggia vicino, o prendi di mira una vecchia con la Micra e glielo freghi quando meno se lo aspetta, o hai culo e trovi quello con la catenella rotta. Ma di una cosa puoi essere certo: nessuno ti cambierà mai 50 euro. Perchè quelle c’hai nel portafoglio. Altra certezza come poche.

Mettiamo che hai l’euro, c’è una cosa che spesso è inevitabile, e te ne accorgi solo dopo aver accuratamente scelto la fila dalla quale prendere il carrello, spostato con le pinze e la delicatezza di un tecnico della scientifica di CSI la bustina dimenticata che immancabilmente ci trovi dentro, e che proviene semplicemente dal banco frutta e verdura, ma che per te è una busta di colera e vaiolo. Quindi, senza farti troppi problemi … la abbandoni con odio in un altro carrello.

Perchè le bustine dimenticate si tramandano.

La cosa che ti sfugge in cotanta perizia però è: il coefficiente di attrito del carrello.

La cazzo della ruota spastica.

Eh si, un classicone. Tutta palestra e imprecazioni. Ma almeno pensi: “se già in palestra mi sono data morta per non tornarci mai più e a mala pena so fare le curve col carrello vuoto, beh … questo vale quanto un abbonamento annuale di striding intensivo!”.

Ora inizia la fase “pazzi per la spesa”, ve la ricordate la trasmissione americana dei coupon? Gente che si riportava a casa 18 confezioni di cotton fioc, 25 di carta igienica .. ecc? I mariti che aspettavano le mogli con i camion parcheggiati fuori? Ecco, all’Esselunga non è proprio così, ma ci sono le promozioni e le raccolte punti. E’ una religione … e la tensione è altissima.

La prima cosa da fare è avere in mente l’esatta planimetria del negozio: i corridoi, gli scaffali e i punti tattici dove trovare le offerte. Solo con l’esperienza saprai esattamente dove andare senza cadere nel tranello dei vecchietti che provano a sviarti e a depistarti per accaparrarsi loro l’ultima confezione di cornetti della Mulino Bianco a metà prezzo.

Per aggirarli dovrai percorrere strade secondarie, saltare corsie se necessario (che col carrello storpio è una passeggiata poi) e forse ce la fai!

Ad ogni modo, se le offerte sono importanti, la tessera del supermercato lo è altrettanto! Perchè senza quella, oltre a non poterne usufruire, non puoi nemmeno entrare praticamente. Cioè, Esselunga per te finisce qui, non sei nessuno, fine.

Senza tessera per altro non puoi utilizzare il fantastico lettore di codici a barre che velocizza ancor di più l’operazione spesa. Solo per i veri clienti high tech.

Si quel coso che vedi usare dalla gente nei modi più assurdi tipo … ve lo ricordate il gioco coi cerchi colorati sul telo di plastica che dovevi toccare con mani e piedi? che se giocavi in gruppo a una certa diventava pure un pò vietato ai minori? Twister si chiamava. Ecco tu vedi la gente che gioca a twister per cercare di acchiappare il punto giusto col laser sugli articoli. Si contorcono: un circo.

Ora, è senza dubbio più pratico andarci in due a fare la spesa, perchè tra l’affare per passare gli articoli, il telefonino, il carrello con dentro le buste che vanno riempite con intelligenza tetrissiana, la borsa a tracolla che se ne cala dalla spalla e che devi tenere addosso per paura che qualcuno se la freghi se la lasci nel carrello mentre tu cerchi dei surgelati che non siano illegali. Insomma, non è facile. Non puoi nemmeno sostare in pace mentre leggi che devi comprare, perchè la gente è molesta! Vuole tutti gli scaffali per se.

E comunque una cosa non ho detto, ed è di fondamentale importanza, è l’unica che conta veramente: LA LISTA.

Manco fosse la stele di rosetta o addirittura una delle tavole dei dieci comandamenti.

Non è ammissibile dimenticarla. C’è un girone dedicato all’inferno per quelli che se la dimenticano. Pena: fare la spesa a vita dimenticando sempre qualcosa.

Insomma, dovrai trovare tutto quello che c’è sulla lista nel minor tempo possibile. Soprattutto se sei armato di lettore dei codici a barre che ti calcola persino il numero degli articoli che stai mettendo nel carrello e l’ammontare della spesa. In pratica una sorta di moralizzatore dell’aquisto. Eh si perchè in teoria puoi rimuovere gli articoli se vuoi, onde evitare infarti alla cassa, ma … mi ci è voluto un pò per capire come fare.

Cioè, non potevano mettere la croce o “elimina”? è pure touch quel coso.

No… devi ripassare l’articolo dopo aver premuto “elimina”. Intuitivo, complimenti!

Perchè al supermercato l’unica lingua è il codice a barre, anche volgarmente detto “codice barese” pure i dipendenti, rigorosamente pugliesi, lo usano per parlare fra loro. Funziona così, il nuovo esperanto.

E a proposito di lingue e supermercati. Pensate che a me anni fa capitò un piccolo problema di traduzione del corsivo cirillico geroglifico di mia madre, che mi dava il fogliettino … perchè lei è analogica.

Ci sono stata un’ora (pena la morte se non avessi portato a termine la missione spesa) a cercare di dare un senso alla parola: “snzgrz”.

La gente che mi betsemmiava perchè sostavo inerte davanti al banco frigo, ormai in criosonno col fogliettino congelato in mano.

Ve lo giuro. In corsivo …Ma che cazzo è “snzgrz”!!

Desolata tornai a casa e dopo diverse imprecazioni per il ritardo da parte di mia madre che doveva assolutamente stirare (e fra tutti gli articoli, guarda un pò, le serviva proprio quello!), venne fuori che si trattava del “senza grinze”, il prodotto spray rivoluzionario per stirare facile.

Ma vaffanculo va!

Quindi, meglio usare la lista digitale eh!

Adesso c’è persino l’app con i disegnini, tu premi e sparisce il loghetto del pesce, della verdura, dei pomodori quando li hai presi! Facile, veloce, pratico.

La fine dell’impero occidentale!

La lista però, c’è da dire, fa una cosa intelligente! Ovvero è condivisa, perciò anche il tuo compagno può inserire quello che gli serve.

Bellissimo. Se non fosse che il mio, di compagno, ecco … generalmente è lui che va in missione, oltretutto fa una dieta sportiva quindi gli articoli che prende non sono proprio una roba facile facile da trovare.

Tipo: l’albume in bottiglia. Sta si nel reparto uova, ma in alto e in fondissimo … làggiù, dove nessuno lo vede o lo riesce a prendere come la stronza qui presente!

Perchè altrimenti dai, ma che schifo è! La gente non ci viene più al supermercato se sa che vendono l’albume d’uova. Scappano. Fallisce il mercato alimentare.

Vabbè, comunque. Lui è della vergine, quindi preciso pure nel dna (pensate che lui le eliche del dna ce le ha perfette, sono disegnate con autocad), e sa benissimo che non mi deve mandare a fare la spesa, perchè non sono affidabile quanto lui!

E inafatti, quelle rare volte in cui non può andare diversamente, puntualmente succede che decido di andarci il sabato, poi il sabato pomeriggio, poi alla fine ci vado domenica verso chiusura. Procrastino all’inverosimile! Perchè ve lo giuro: mi mette ansia fare la spesa da sola più di fare benzina o di passare per il casello autostradale.

Insomma, quella che accade è la seguente cosa: oltre ad essere maniaco dell’ordine e maestro supremo del controllo, il mio compagno non solo compila la lista sull’app, quella per i cerebrolesi, ma mi scrive anche il messaggino tattico.

Come quando ti danno i suggerimenti al compito in classe, tipo: “se ti danno un quesito al quale non sai rispondere passa a quello dopo, non perderci tempo!!”… una cosa così.

L’ultimo messaggio recitava ciò:

– Misto da cuocere: busta di verdura mista subito di fronte in fondo appena entri, in basso. Data di scadenza possibilmente 16 gennaio (se non c’è va bene 15)

– Patate: quelle che vuoi ma non più di un kg sennò si buttano

– Uova: confezione da 10 da galline allevate a terra, reparto uova in basso a destra

– Albume: bottiglia bianca da un litro, reparto uova in alto a sinistra.

Ah… Ho dovuto chiedere a un commesso di prenderla per non toccarla.

– Fiocchi di latte: primo corridoio, lo spostano sempre quindi buona fortuna. Ci sono anche le sottomarche.

– Yogurt greco 0% rosa piccolo, 3 pezzi, secondo corridoio in alto più o meno a metà

– Tonno al naturale in confezione da 3 latte grosse, 2 pezzi

– Scottex: di solito sta negli scaffali con la roba in offerta, sennò al piano di sopra

– Panbauletto di grano duro: corridoio dopo il reparto surgelati, zona bancone del pane

Dopo una fatica immensa, trovo tutto! Ma mi manca un solo articolo (ovviamente lo avevo intravisto e l’avevo appositamente spostato per ultimo).

Vado quindi a ri-leggere meglio.

– Farina di avena integrale: piano superiore, primo corridoio sulla destra quasi subito, zona farine strane, occhio perché è difficile da trovare.

Vi giuro, come il “snzgrnz”, ma stavolta sapevo cos’era e dove trovarlo. Pure più facile!!

Peccato che mi imbatto in questo muro di 10 metri di sole farine. Tutto c’era: 00, di riso, di kamut, integrale, di grano duro, di grano morbido, la farina manitoba (che mi fa sempre un botto ridere), quella di castagne, di grano saraceno, di farro, di ceci, di mandorle, di orzo … ma la farina di avena integrale, no! La crusca si, la farina no.

Cioè, io posso mai fallire una missione che quello della vergine compie da solo tutte le volte con successo senza scordarsi niente e con la nonchalance di Roberto Bolle nel fare una piroetta con salto e spaccata finale, per la cazzo di farina d’avena integrale?

Amen. Mi appello di nuovo al “non pensarci troppo, passa oltre”.

Sarà finita. Che chissà chi l’avrà comprata a parte lui, quindi anche poco credibile.

Ma chi se ne frega dai!

Arrivo alla fine di questo delirio: La cassa automatica.

Ora, se per cancellare o aggiungere un articolo con il cosino dei codici a barre devi sparare all’articolo, stessa cosa dei fare per far comparire il tuo totale in cassa.

Quindi lo devi puntare sul codice a barre della cassa, che sta lì … gigante davanti a te!

Come ho già detto al supermercato tutti parlano il codice barese, puntualmente però qualcuno non ci arriva. Quindi vedi gente che fa tipo il controllo al metal detector per vedere se la cassa automatica ha armi addosso. In realtà cercano pulsanti strani, occultati dietro, c’è chi la sposta o inizia a premere a caso sullo schermo … drammi vari.

Altra cosa che può capitare non appena spari il coso sul codice a barre è che la cassa automatica diventi improvvisamente figlia di una donna dai facili costumi e richieda il controllo parziale o totale della tua spesa.

Cioè: tu non solo ti sei passato gli articoli da solo, hai riempito le buste in modo impeccabile … devi pure rifare la fila alla cassa???

Ma cos’è la roulette russa? La slot machine al casinò ??

Poi parliamone: uno sceglie la cassa automatica non per fare presto, ma per un unico vero motivo: Non sostenere la pressione del cliente dopo di te mentre riempi sacchetto. Immaginate quanto ti rode il culo perchè non lo riempirai più come prima. Ovvero in perfetto stile Tetris, che ti si annullano le file dei pacchi di pasta, degli yogurt e delle uova messe in alto che li ritrovi già al loro posto appena torni a casa.

E invece … Vaffanculo.

Se paghi alla cassa automatica e ti dice bene invece, beh puoi pagare con carta, bancomat, accumulare i punti, fare tutto! Basta una ditata sullo schermo pure senza mira. Poi però, e non si è capitò il perchè, devi firmare alla culo con quella pennina inutile sul mini schermino dedicato! Che io che mi chiamo Maria Chiara Virgili non ci entro santo Dio. E quindi? Mi firmo Maria Rossi tutte le volte!

E’ quasi finita.

Ma ci sono quelli che, a questo punto, come atto liberatorio, lanciano lo scontrino nei meandri delle buste, in una sorta di buco astronomico spazio temporale che si apre nel loro carrello, dimenticando clamorosamente che il codice a barre stampato sulla ricevuta gli serve per uscire dalla corsia casse automatiche e dal supermercato.

Eh si, strano vero? E’ tutto un codice a barre, non so se l’ho già detto!

Stavolta lo devi passare sotto al l’apposito lettore, che quelli che sono rimasti a tastare le casse automatiche gli verrà un colpo quando scopriranno anche questa novità.

Morale, prima della vera morale, è che: se hai risparmiato tempo perchè non hai fatto la fila, trovi sempre lo stronzo che deve cercare lo scontrino.

O quello che torna indietro per timbrare … il ticket del parcheggio!

Proprio quello che tu molto probabilmente non hai. Te ne eri dimenticato per un attimo? Ecco. Sappi che c’è gente che vive all’Esselunga perchè non è mai potuta uscire dal parcheggio. Ma tanto c’hanno tutto. E’ pure meglio di casa loro … e che gli frega!Hanno persino il box gratis.

Morale vera: alla fine la sbarra era aperta e non ho rischiato il carcere a vita.

Ma appena tornata a casa ,e dopo aver scaricato tutto con la nonchalances di un muratore ubriaco (altro che Roby Bolle), ho avuto un dejavu.

Una scena già vista: il mio ragazzo incazzato, e non so proprio chi mi ricordava , perchè aveva pianificato da mesi di fare i pancake con la farina d’avena per il mattino dopo.

Articoli Recenti


Attendi un secondo …
Grande! Ti ho appena inviato una mail di conferma per la tua iscrizione alla community!