Morale della Favola #6: Il rumore della neve

Lo sentite questo rumore??

Beh questo è il rumore della neve. 

Sono le 17:00 del 30 dicembre 2018 e mi trovo a 2166 metri sulla cima del Monte Vigo in trentino alto adige. Passeggio assieme al mio compagno Silvio intorno al rifugio Orso bruno, che è stato la nostra casa per alcuni giorni e che ci ospiterà anche per l’ultima notte dell’anno.

Gli impianti sono chiusi e ci siamo solo noi. Il resto è solo neve, piste vuote, silenzio e un panorama mozzafiato che tinge il cielo di rosa, rosso e blu in una cornice meravigliosa. Quella delle dolomiti di Brenta.

Chissà perché una come me che ha sempre freddo e che dissemina coperte in giro per casa anche ad agosto, ami così tanto le località d’alta quota e i gelidi scenari invernali, il ghiaccio, la neve. Non me lo spiegherò mai. 

Una cosa è certa, scivolare mi piace tantissimo. 

Si scivolare, esatto! Che poi significa anche andare veloce, sentire il vento fra i capelli …. Sono sensazioni che mi fanno stare bene e delle quali non ho mia avuto paura. 

Ho iniziato a scire quando a mala pena sapevo camminare. A tre anni. Poi si sono aggiunti anche i pattini, prima a rotelle e poi sul ghiaccio. Poi a 14 anni ho scoperto il motorino ed in seguito le moto. Ma questa è un’altra storia.

In ogni caso, quando svolgo una di queste attività, io mi sento libera!

E a proposito di libertà …

Arriva il 2020 come la voglia di cambiare. 

Arriva ogni anno. Stessa storia.

A capodanno e nei giorni a seguire mi piace rivedere un pò i miei piani per il futuro. E quantomeno capire se sono cambiati rispetto all’anno precedente o se ho raggiunto un qualche traguardo tangibile fra quelli prefissati 365 giorni prima.

All’alba di questo 2020 (venti venti per gli amici) per la prima volta nella mia vita sono stata in grado di fare un vero bilancio sull’anno che ci ha appena salutati. Potrei dire senza alcun dubbio che è stato molto intenso. E pieno di colpi di scena. Belli e brutti. 

In questo anno ho perso la mia migliore amica, e di sicuro si è trattato dell’evento più doloroso della mia esistenza. Di contro in questo anno ho avuto il coraggio di raccontare la mia vita e le mie esperienze al mondo, dandogli voce con un podcast. Ho scoperto grazie a questo esperimento di narrazione nato per gioco, dei lati di me stessa che non credevo nemmeno di avere. Il mio modo di esistere e di dire anche io la mia, quando prima non lo facevo mai o forse non ne avevo coraggio, preferendo rimanere nell’ombra. 

Poco a poco e contro ogni pronostico, questo gioco è diventato seriale e ad oggi è quasi al suo primo giro di boa. 1 anno. 1 anno sul quale non avrei mai scommesso e durante il quale ho trovato a mia insaputa un mondo fatto di talenti, di persone, di nuovi amici, di potenzialità espressive e creative … che la vecchia chiara che viveva solo di lavoro non si sarebbe mai sognata. Insomma narrare storie è diventato un vizio.

Un bel vizio del quale vado fierissima.

Vi invito ad ascoltare l’episodio podcast per i contenuti extra inseriti al suo interno e non trascritti in questo articolo.

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