Morale della Favola #5: Le cronache di Instagram

Questo articolo sarà una specie di flusso di coscienza.

Non so bene dove voglio andare a parare ma proverò a fare un discorso sensato iniziando dal mondo che ormai ci circonda.

Si, esatto. Questo mondo fatto di like, di pollici all’insù, di cuoricini e di profili fake

Di gente che si circonda di numeri, nel peggiore dei casi anche spendendo dei soldi. 

Per poi ritrovarsi nient’altro che una massa di account arabi palesemente finti ed insignificanti. Totalmente disinteressati a loro. 

Ma io mi chiedo: siamo davvero così poveri dentro da voler sembrare a tutti i costi attraenti agli altri grazie a dei numeri? Per giunta … barando?

Io sono convinta che questa continua messa alla prova sui social sia ormai una messa alla prova anche psicologica. Perché ovunque ti giri trovi persone che, apparentemente, ieri non erano nessuno ed oggi, hanno migliaia di seguaci e ti mostrano la loro splendida vita. Molti di loro, eletti dal web o frutto di studi a tavolino da parte di agenzie di comunicazione, sono persone che avevano un sogno e … ma guarda un pò? Magicamente lo realizzano e te lo sbattono in faccia! Magari senza aver fatto corsi specifici, senza aver preso una laurea … così, perché loro sono fighi, o sono stati più fortunati o più banalmente (e quante volte l’ho sentito) sono stati lanciati da qualcuno … qalcuno che non si sa chi è! Ed hanno il potere di coinvolgere la gente. E di vendere! Mentre tu, beh tu forse no … e ringrazia dio se sai suonare il citofono di casa.   

E ce ne sono a migliaia. Dalle fashion blogger divenute miliardarie, alle make up artist che hanno appena lanciato il loro brand magari partendo da YouTube e 4 visualizzazioni in croce, ai ragazzini prodigio come Linda che ha finito il liceo praticamente l’altro ieri e che da sempre sogna di fare l’astronauta e che già è stata a visitare la Nasa, ha partecipato a progetti ed è addirittura conduttrice di programmi per ragazzi sulla scienza e lo spazio. Tutto fighissimo e sicuramente la ragazza ha le idee chiare ed è preparata, veicola anche un bellissimo messaggio, ce ne fossero di esempi come lei!! Probabilmente si merita assolutamente tutto questo. Ma pensiamo un momento a chi davvero ci prova ammazzandosi di studio iscrivendosi semplicemente ad ingegneria aerospaziale. Ottenendo anche brillanti risultati ma … magari la Nasa la vedrà a vita solo in cartolina.

Tutto questo fa inevitabilmente pensare. Ma sappiamo come stanno davvero le cose? Come si arriva alla popolarità? Quanto impegno serve? Spesso non ci poniamo queste domande. Perchè sembra tutto facile. La risposta sembra davvero scontata. Soprattutto quando ad emergere non è la povera Linda, ma sono personaggi di dubbio gusto e dallo scarso contributo sociale. Che magari coinvolgono il loro pubblico semplicemente ostentando la loro ricchezza e la popolarità del momento senza avere alcun bagaglio culturale interiore, magari perché sono usciti dal Gf o dall’Isola dei Famosi l’altro ieri!

O, in maniera molto più subdola (ma anche estremamente triste se vogliamo) incorniciano tutto il loro bel mondo finto nel feed di instagram, solo con l’unico scopo di fartici cascare. Eh si. Esistono anche le prese in giro ben confezionate.

Tempo fa infatti sono stata contattata da una tizia su instagram, una coi numeri. Il suo profilo era curatissimo ed in poche parole faceva passare che lei lavorando da casa, guadagnava bene ed era felice della sua vita perfetta. In descrizione coso tipo: mom of two, love my job, healthy lifestyle, good vibes e paroloni che hanno a che fare con il marketing al femminile.  In pratica mi scrive che appartiene ad un gruppo speciale di persone che ti permettono di guadagnare bene lavorando da casa tua con “il digitale”… i social in pratica.

Ma dai? Ah!

Mi manda un link invitandomi ad entrare a far parte di questo gruppo incredibile e svoltare così la mia vita!

Boh avrà visto che ho pochi followers? E che quindi la mia vita fa a prescindere abbastanza schifo tanto che bisogna cambiarla? Può darsi …

Il link mi porta ad un video imbarazzante in cui due tizi, sedicenti esperti in marketing, dalla forte cadenza romana si vantavano in sostanza dell’efficacia dei loro metodi che sono una figata e .. i soldi, e la vita, e il lampione, e la sega e la radio … che manco le cronache di Narnia, ma senza però sostanzialmente spiegarti quali siano queste strategie incredibili!

Ho fatto la vaga e ho indagato. In pratica tipe come la ragazza che mi ha inviato questo link intercettano persone sui social per vendergli prodotti dimagranti ed integratori alimentari di dubbia o quantomeno sconosciuta qualità oppure si mettono in cerca di altri individui potenzialmente interessati a diventare incaricati alle vendite come loro. E quindi ad allargare questa cerchia.

Capite che è preoccupante tutto questo?

Facendoci attenzione ho anche poi scoperto molti altri profili con le stesse frasi ed immagini similari nel feed nonché ovviamente appartenenti alla stessa setta … che mi guardavano le stories manco fossi un bersaglio! Tutti in trepidante attesa di scrivermi evidentemente!

Bloccati e meglio per loro. 

Tornando per un momento al classico esempio di influencer. Ossia colui che condivide la sua bellissima vita sui social con lo scopo di influenzare la gente a comprare qualcosa che indossa o che mangia ad esempio …

I messaggi che automaticamente passano sono due: 

1-  Vedi? Lui non fa niente di impegnativo nella vita, eppure oggi è ricco e gli regalano pure un sacco di cose. Quindi insomma tutto questo è possibile. La felicità esiste. E il soggetto in questione diventa un modello da seguire. Tutti vorrebbero fare la sua vita perfetta. Facile!

2- Ma guarda questo che nella vita non ha mai fatto niente eppure se ne parla ovunque. Non è un modello da seguire. Ma nonostante siano anni che tu, persona comune, ti sbatti, studi e continui a non avere successo in nulla, allo stesso tempo ti senti culturalmente superiore. E lui automaticamente diventa un coglione.

In entrambi i casi, le posizioni sono estreme. E’ piuttosto evidente. Non c’è un giudizio intermedio. Ed in particolare, c’è da dire che a prescindere dal nostro pensiero, il sistema si prende comunque molto gioco di noi. Osa infatti influenzarci! Anche se non lo vogliamo.

Io stessa, che non sono una che sta dietro a mode e stile di vita, sto cercando da qualche giorno uno specifico maglione color azzurro iris in cashmere perché lo ha consigliato Paola Turani!  Chi lo sa, magari senza quello forse non sarei nessuno durante la fall winter 2019-2020. No? Chi può dirlo! A me quel golf semplicemente piace molto ma sono sicura che da qualche parte c’è più di qualcuno pronto a comprarlo solo perché lo ha indossato la Turani o perché davvero crede di essere incompleto senza. 

Scherzi a parte. Il problema è che oggi tutto gira intorno ai prodotti. Qualsiasi cosa è a scopo pubblicitario. O fatta a posta per fare soldi. Per generare desideri e futili bisogni nella gente. Poco di tutto quello che vediamo è vero. Mentre molto è una presa in giro.

Può capitare che magari ci affezioniamo a personaggi più che ad altri perché appaiono più sinceri, più veri nella loro poplarità. In un mondo che di vero ha ben poco. Ormai si tende a vedere il mondo attraverso i social, si vive sempre meno. E si iniziano a confondere le due cose. Ma questo lo sapete già. E io non voglio parlarvi di cose scontate né tantomeno di quale cardigan comprare perché si abbini a perfezione con i trend delle feste ormai alle porte. 

Ma vorrei invece porre l’attenzione su altro, riallacciandomi a quello che ho detto poco fa: quale delle due posizioni estreme che ho indicato prima e che naturalmente emergono davanti al fenomeno dell’influencer marketing è più giusta o più sbagliata?

Io provo a fare la mia riflessione.

Secondo me nessuna delle due e tutte due. Tutto sta nel caspita di buon senso e nel senso della misura. 

E quello che serve è soffermarsi a pensare e mettere in dubbio. Si, esatto: dubitare! Sempre. Non dare mai nulla per scontato. Non criticare tutto a prescindere senza sapere.

Proviamo a fare un esempio. Se io mi mettessi a mostrare quello che faccio tutti i giorni nella vita, beh, probabilmente anziché guadagnare un pubblico, lo perderei … ma sapete che c’è? Magari a me non frega niente di avere dei followers. No? Sarò io quella strana?. Magari non amo semplicemente mettere troppo in piazza la mia vita. O almeno non continuamente, non sempre e comunque. Che deve per forza essere un reality?

Tuttavia, poco ma sicuro, questo è lo stato delle cose! Ed io sono sincera. Se non faccio le stories è solo per buonsenso e perché non me ne frega niente di farle, ma …se le facessi? Se vi mostrassi quanto è pallosa, ovvia e magari scontata una vita piena di lavoro davanti ad un fottuto pc per guadagnarsi i soldi e pagarsi l’affitto? Per la serie casa-lavoro-casa-sleep and repeat? Cosa accadrebbe? Farei lo scoop perché finalmente c’è qualcuno che dice e mostra le cose come stanno? Possibile! E’ quello che sto tentando da mesi di fare con questo podcast. Cioè raccontare la mia verità ma anche quella della vita quotidiana dei senza numeri. Si di quelli considerati sfigati dalla maggior parte della società. Quelli che magari instagram nemmeno ce l’hanno installato. Ma vivono lo stesso!

Ma comunque. Mettiamoci dall’altra parte. Per chi dello smartphone ne fa una ragione di vita, si mette in piazza, vende la sua esistenza ai suoi seguaci che ne vanno matti dei cazzi suoi e preferiscono probabilmente farsi di più i cazzi suoi anziché i propri e viversi la sua di vita … come stanno le cose esattamente? A loro piace a prescindere e sempre farlo? Sempre con sto telefono in mano pure quando vanno al cesso? 

Quello che sfugge, è che questi signori eletti dall’internet, sono i registi di se stessi, ma sono anche schiavi del sistema, del “pubblica pubblica sennò la gente smette di seguirti” e decidono loro stessi di nascondere magistralmente quelli che sono i lati più scomodi e tristi delle loro esistenze. O magari, al contrario, di mettere in piazza le proprie debolezze vere o finte che siano, rischiando, in casi estremi, di rasentare il trash ed il cattivo gusto. Vedi Barbara D’Urso che ne ha fatto un programma.

Perchè, voglio dire, nessuno è perfetto. Tutti abbiamo problemi nella vita e cose che non ci stanno bene e che vorremmo cambiare.! Quindi, mentre noi, comuni mortali, semplicemente ci ritroviamo a mostrare poco e niente delle nostre vite perché le consideriamo troppo normali. O perchè magari riteniamo che ci sia ben poco da raccontare o perché molto probabilmente non siamo intenzionati a metterle in piazza … loro, dietro all’apparenza, alle foto perfette, alle location da urlo, alle vacanze in polinesia pagate dallo sponsor e tutti questi glietter sbrilluccicanti qua e la, beh anche loro nascondono un pò di amaro. Quello che non è il caso di postare … perché porrebbe fine all’incantesimo. 

Mi chiedo: ma davvero è possibile anche solo pensare che esista la vita perfetta?

Ve lo dico io. No, non esiste la vita perfetta!

C’è solo un filtro davanti che fa sembrare perfetta quella degli altri.

Io non so voi ma sono davvero stufa di questa finzione che ci circonda. Perchè bisogna credere così tanto ai social? Insomma non saremmo più felici nell’ascoltare una storia vera anzichè una super mega post prodotta? 

La cosa divertente è che ci sono alcuni personaggi del web che ogni tanto si aprono, tolgono il filtro della perfezione e si raccontano nel modo più vero. C’è chi proprio ha deciso di mostrare gran parte delle proprie giornate nelle storie. La cosa è anche spesso apprezzata ma talvolta questi individui vengono aspramente criticati comunque. C’è chi partorisce, si fa una foto e viene criticata subito dopo perché la pancia non è più piatta come prima. O perché in quanto mamma non è adeguato un certo abbigliamento. Le mamme panchine all’attacco e altri incontri ravvicinati del terzo tipo. Anche qui: il buon senso, il cattivo gusto … ci può anche stare no? Però ste mamme pancine stanno sempre all’attacco, assieme ad altri incontri ravvicinati del terzo tipo. Oppure quella che ammette di avere un lato del proprio carattere che non le piace e viene additata come ignobile stronza mentre poco prima era considerata una santa. 

Ora questi leoni da tastiera che si nascondono dietro agli schermi dei loro cellulari, si sentono davvero superiori? Pensano di conoscere davvero quelle persone ed avere il diritto di scrivere insulti e commenti pesanti? O tutto questo fa parte del gioco e quindi … te lo devi prendere?

La morale della favola?

A volte non capisco se la gente desideri vedere sempre e solo la perfezione, anche se del tutto finta, senza quei dettagli scomodi che poi tutti abbiamo. 

Se invece preferisca vederli quei difetti, sinonimo di realtà, perché a quel punto si sentirebbe migliore e meno sola. O magari più incentivata a criticare anche in questo caso.

Se preferisca solo condannare chi ha scelto di mettersi in mostra semplicemente perché è una scelta che non condivide ma allo stesso tempo prova invidia, segue, commenta ed alimenta il fenomeno.

M se tutti provassimo a starcene zitti una buona volta?

Ma quanto sarebbe meglio?

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