Si ma che c’entra? #6: Auguri Papà

Mio padre mi ha fatto fare il giro del mondo da bambina.

Mio padre mi ha portata ad ammirare un ghiacciaio che si spezza nel bel mezzo dell’oceano in Alaska. Non sapevo davvero che rumore facesse prima di sentirlo con le mie orecchie.

Mio padre mi ha trascinata ad ascoltare il jazz improvvisato in un locale della New Orleans anni ’90 e mi ha sopportata mentre nel frattempo mi lamentavo del jet-lag.

Mio padre me lo ricordo strano e buffo indossare il grembiule e i guanti da cucina. Sarà successo una volta, e io non avrò avuto più di quattro anni. Ma io me lo ricordo papà:

<< Papà dov’è andata mamma? E soprattutto perché non hai il camice? Che sono questi improvvisi cambiamenti? Ok ora piango fortissimo!! >>

Mio padre ha percorso chilometri in casa e ha lasciato solchi sul corridoio pur di farmi addormentare quando non ne volevo proprio sapere di dormire. Per quattro anni.

Mio padre mi ha insegnato a sciare in un ghiacciaio in Austria, e faceva tanto freddo. Mio padre, è freddoloso come me.

Con mio padre ho masticato foglie di coca a 5000 metri. Lui era scettico sugli effetti. Io invece che una cosa del genere sarebbe mai accaduta. 

Mio padre non sa fare nemmeno un caffè. Ma mi prende ancora in giro dal giorno in cui feci esplodere un uovo nel forno a microonde.

Mio padre mi ha portata con se su un tandem controvento, mentre attraversavamo il ponte Golden Gate. Ed io ero troppo occupata a guardarmi intorno per pedalare.

Mio padre mi regalò una chitarra, invano. Non ho mai imparato a suonarla ma la tengo nel mio salotto, su un piedistallo. Non si sa mai.

Mio padre ha condiviso con me l’amore per la fotografia. Per il viaggio on the road. E odia la gente con i selfie stick che gli si piazza davanti per farsi le foto. 

Con mio padre ho avvistato vigogne, orche ed orsi neri. Da molto vicino.

Mio padre, non lo riconoscerei mai senza i suoi baffi alla Flanders

Mio padre odia i miei vocali ma non mette mai l’oggetto nelle mail.

Mio padre guida, macina chilometri. Adora le auto. Conosce le curve della sua vita a memoria.

Mio padre è un uomo tutto d’un pezzo che colleziona modellini da quando è bambino. La sua bacheca di legno è ordinata e precisa come lui. Ah. Non si tocca.

Mio padre sancì la fine della storia a distanza fra me e la danza. C’e sempre stato un oceano di mezzo in effetti. Era inutile continuare!

Mio padre è un medico come lo era suo padre. Ma ha fatto la sua strada completamente da solo.

Mio padre è un libro aperto, sa tante cose. Molte di più di quante io ne saprò mai. Mi sento piccola piccola papà! Non sarò mai come te. Penso che sarò più come me. Purtroppo.

Mio padre è stato severo ma giusto. E a volte anche solo con una parola mi insegnava la lezione. E lì per lì faceva tanto male. Ma serviva.

Mio padre disegna benissimo e mi ha trasmesso l’arte di a barare con le squadrette.

Mio padre mi aiutava a fare i plastici quando ero all’università. Utilizzava i suoi vecchi bisturi. Si trovava meglio. Inutile parlare della precisione … chirurgica a dir poco!

Mio padre non ha mai capito che senso avesse risolvere equazioni e problemi contorti. Provocando appositamente mia madre, laureata in matematica. E guadagnandosi la mia completa ammirazione. 

Mio padre ha sofferto in silenzio. Ha tollerato i miei fidanzati senza ucciderli. 

Mio padre è sopravvissuto alla sottoscritta adolescente. Eroico

Mio padre ha sopportato le mie scelte. E le ha sempre rispettate. Anche quando sapeva che mi sarei scottata da sola. In quel caso la lezione l’avrei comunque imparata da me. 

Mio padre sa quanto sono testarda. E quanto spesso, sfortunatamente, cambi idea.

Mio padre mi ha curata e mi ha salvato un rene. Cambiandomi la vita.

Mio padre adora le barche mentre io soffro il mal di mare. 

Mio padre ama prendermi in giro in pubblico. Ricordo quando mi paragonò ad un muratore con la cazzuola mentre cercavo di tagliare (malissimo peraltro) la mia torta di compleanno. Ovviamente davanti agli invitati.

Mio padre mi chiama intrupparella, per via della mia scoordinatezza e per le mani di pasta frolla. Una citazione tratta dal film C’eravamo tanto amati di Ettore scola.

Mio padre parlerebbe del Titanic, dell’Andrea Doria , dello Stockholm e di celebri casi di medicina legale o forense per ore. 

Mio padre spesso borbotta. Bisticcia con mia madre. Ma è un pezzo di pane. E tutti e due mi fanno tanto ridere insieme. Ora mi mancano più che mai: << Annaaaa!!! >>

Mio padre è il prescelto della mia gatta. Loro due parlano. Lei invece mi odia. 

Mio padre è uno serio, ma con una pungente ironia ben nascosta. 

Mio padre non immagina quanto siamo simili ma diversi. 

Mio padre Infatti non sa di questo blog e del podcast.

Ciao papà. Se leggi o ascolti, non prendertela ok?

Volevo solo dirti che sei speciale, nel mio umile spazio speciale. 

Auguri papà.

Credo che ciò che diventiamo dipende da quello che i nostri padri ci insegnano in momenti strani, quando in realtà non stanno cercando di insegnarci. Noi siamo formati da questi piccoli frammenti di saggezza. (Umberto Eco)


❣️ Auguri a tutti i papà! Ovunque voi siate …


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