Gira la moda

Perché, io che della moda non so assolutamente niente, ci sto scrivendo un pezzo?

Io che se confrontata alla moda (e ipotizzando anche che quest’ultima sia una retta parallela) sono un’altra retta parallela che se ne va nell’iperspazio per cazzi suoi?

E chi se ne frega del V postulato di Euclide poi! Perché nemmeno all’infinito mi ci incontro io con la moda!

Dure rette parallele non si incontrano mai! Fine. Non ci sono scuse.

Inizio a scrivere questo racconto perché tuttavia adolescente sono stata anche io. E nonostante fossi abbastanza un cesso a pedali all’epoca, non potevo non notare le pop stars che giravano su MTV durante gli anni 2000 ed i loro look.

Una fra queste era proprio Jennifer Lopez. Perchè la nomino? Ma voi avete visto cosa è successo a Milano due settimane fa alla fashion week?

Quindi sapete che effetto fa vedere una cinquantenne sfilare con nonchalance indossando un cacchio di pareo verde 20 anni dopo che lo stesso pareo l’ha resa famosa …

Oddio, ma che ho chiamato pareo il jungle dress di Versace? Oddio a Donatella ora le prende un colpo.

Però dai, siamo onesti, due dita in più di tessuto ce lo potevano pure mettere … non ditemi che quello è un vestito suvvia.

Un vestito non può creare google immagini. Le cosce, beh le cosce si!

Quindi, la moda è un fenomeno effettivamente. Non è solo un qualcosa che non ti veste come ne caso di JLo. Ma è anche un fenomeno mediatico.

Io, non so voi, ma non faccio che vedere sfilate di abiti che oggettivamente nemmeno Lady Gaga metterebbe mai.

Quindi mi chiedo: che cazzo li fanno a fare?

Nel senso, chi se li mette?

Perchè?

Dunque, ho chiesto in giro di sfatarmi questo mito e spiegarmi che cosa è la moda. E a te che leggi qui – si dico proprio a te – consiglio di ascoltare l’episodio podcast in cui alcuni amici hanno contribuito a chiarirmi le idee.

Ma ad ogni modo … io mi ricordo quando alle medie andavano di moda i vestiti di Brandy e Subdued. Forse chi ha 30 anni li ricorda bene.

E io che ho vissuto a Roma Nord in mezzo ai pariolini, beh … sapevo benissimo che se non ti adeguavi al sistema (mettendo anche tu quelle magliette striminzite con le maniche lunghissime e i pantaloni con la banda laterale) non eri nessuno.

Trovavi Enzo Miccio al posto del bidello a scuola che ti urlava “Ma come ti vesti?”.

Eh … come mi vesto? Mi vesto da pecora. Uguale a tutte le altre!

Che angoscia. Una fantasia poi!

Brandy all’epoca aveva solo un negozio, una vera e propria sartoria con 3 colori e 3 tessuti che oltretutto pagavi a peso d’oro! Quindi era impossibile non copiare le altre ragazzine. Ma in ogni caso, io sembravo sempre quella fuori posto. Quella non originale. Quindi a un certo punto sono passata al lato oscuro … E non ho mollato i miei pantaloni larghi con la catenella al seguito più All Stars per anni!

Ogni volta che c’è da mettere un vestitino o una gonna o un tacco o qualsiasi altra cosa sia un minimo femminile … io tuttora scappo. Non ce la posso fare. Evito tutti i matrimoni o occasioni simili e se ci devo proprio andare riesumo dall’armadio sempre i soliti vestiti e scarpe annesse. Quelli, come si suol dire, “fatti a posta”.

Se si riguardano gli album di amici e parenti negli anni, io sempre vestita uguale, identica. Quindi direi che preferisco di gran lunga la modalità baggy clothes alla Bille Eilish. Mito per me assoluto non tanto per la capacità oggettiva di vestirsi di merda – ma comunque firmata – ma perchè lei stessa nella pubblicità di Kelvin Klein sostanzialmente dice:

Non sai come sono fatta? Bene. Attaccati al tram, perché non lo saprai mai! Io mi vesto con 15 taglie in più … e c’ho i miliardi! Tiè!

Io ho avuto un’infanzia terribile dal punto di vista abbigliamento. Spesso capitava infatti che dovessi indossare dei pantaloni che mia madre adorava e che io ho cercato di sforbiciare più volte durante la notte. Erano in lana con fantasia scozzese. Oltre ad essere rossi e particolarmente alternativi per me e soprattuto per tutti gli altri bambini che mi prendevano in giro per via di quei curiosi pantaloni a sigaretta … diciamolo:

Ma quanto pizzicavano quei cosi? Eh mamma?

Da quando sono nata infatti mia madre è convinta di potermi convertire. Perché lei è sempre vestita bene, precisa, coordinata. Io invece sono un disastro totale e ho addirittura il rifiuto di andare a fare shopping. Quindi figuriamoci cosa possa significare per me la moda!!

Ma è naturalmente qualcosa di futile, di costoso e non necessario!

Ma perché una come me deve mettersi i tacchi se rischia di rompersi una caviglia o di rimanere incastrata da qualche parte tipo fra le rotaie de tram, o una di quelle cose terribili da film … quando invece due paia di All Stars risolvono il problema? Ok che ho una scarpiera piena di scarpe col tacco perché sotto sotto amo guardarle (e basta), ma che io mi sia rotta un piede indossando comunque delle snickers … voglio dire, non dice già abbastanza?

E’ perchè sono scoordinata io. E non sono capace proprio …

Mi puoi mettere un vestito di Valentino addosso e sembra che porti lo scafandro. Uguale.

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