Il Poker in Tv

Da sempre, ma proprio da sempre, io detesto le carte!

Da quando mia nonna paterna, fumando una delle sue elegantissime MS slim in puro stile anni ’70, provava ad insegnarmi briscola, scala quaranta e qualche altro gioco … ma io non ne capivo assolutamente niente.

Ricordo anche quando, anziché andare a fare il bagno o giocare a beach volley, bisognava prima aspettare che i ragazzi del gruppo del mare finissero le loro partite a carte su quei tavolinetti tristissimi dello stabilimento balneare.

Gli stessi, maledetti, le cui sedie di plastica del Mercatone Uno puntualmente ti si appiccicavano addosso e finivano per lasciarti lo stampo.

Insomma ho sempre associato le carte a qualcosa di tremendamente malvagio.

Di sbagliato insomma.

Oltre all’essere sempre stata negata e anche particolarmente tonta per giocare, io proprio non ne volevo sapere!

Assoluto contrario di mia nonna invece. La quale era un’accanita giocatrice, anche da sola! Concentratissima con quei solitari che invadevano la tavola.

Mia nonna era davvero un personaggio. Si faceva notare ovunque andasse. Stilosa. Bionda, dal capello un pò cotonato.

Paglietta vistosa d’estate, pelliccia viola l’inverno.

E perennemente con indosso questi occhiali dalle lenti degradè alla Renzo Arbore, anche di sera.

Lei la sapeva lunga, esattamente come le sue amiche del bridge, compagne di salotti e dei circoli borghesi.

Le stesse con le quali passava le ore e faceva gli after a giocare a burraco.

Forse mia nonna, che per intenderci lei non è quella della tenda dell’episodio verba volant, ma l’altra … ecco lei forse avrebbe saputo spiegarmelo accuratamente il motivo per cui le carte sono in realtà una gran figata!

Peccato che ad oggi non possa più chiederglielo.

Eppure, sono sicura che avrebbe apprezzato la storia che sto per raccontarvi.

Dunque, vi capita mai di fare zapping la sera e magari non c’è niente da vedere?

Ecco di sicuro trovi lui. Il programma che io non posso fare a meno di guardare.

E la cosa buffa è che io non so il perchè!! Perchè è una palla incredibile ed io, come ho già detto, odio le carte! Ma questo, non chiedetemi il motivo, mi piace un sacco!

E mi fa ridere tantissimo. Lo trovo quasi terapeutico!

Insomma quando sono triste, io guardo POKER STARS.

Funziona così.

In genere ci sono i due cronisti, che sono anche due campioni di poker di fama mondiale, ma per me ignota, che parlano della partita in corso utilizzando dei tecnicismi assurdi che praticamente solo loro si capiscono a vicenda.

Ovviamente poi è Texas Holdem. E l’unica cosa che so del Texas Holdem è che è la versione aggressive del gioco. Ma solo perchè c’è la parola Texas davanti … non perchè io conosca le regole. Figuriamoci.

La cosa che mi fa spaccare sono i concorrenti al tavolo.

Che impassibili si giocano ste milionate, come niente fosse, con queste chips (perchè chiamarle fiches come fanno tutti era troppo poco tecnico) che impilano con la stessa nonchalance che avrebbe Zio Paperone quando non c’ha un cacchio da fare e di certo non ha voglia di giocarsi i suoi denari con qualcuno che non si sia fatto prima il culo come lui nel Klondike.

Riveira è quello pettinato, abbronzato, fresco fresco di sbilanciamento dentale.

In genere lo riconosci perchè porta un orologione al polso che non è un Rolex, no … è troppo economico e commerciale il Rolex. Probabilmente il suo, di qualche marchio svizzero esclusivo che solo a pronunciarlo ti parte l’assegno in bianco, vale quanto tutto il casinò in cui si sta giocando la partita.

Lui per capirci è quello famoso che partecipa a tutte le partite del mondo.

Poi c’è quello più sciallo, giovane e con meno esperienza. Anderson. Lui porta sempre il cappellino, ed indossa la tuta, in perfetto stile Monte Carlo per intenderci … il che fa capire che sicuramente è un tantinello americano. Lui fa il fighetto ed è quello visibilmente più coglione e che tu credi prenderà le mazzate, quelle brutte!!

E invece lo sbarbatello metterà probabilmente lui al tappeto tutti gli altri, giocandosi l’ultima chip che aveva dimenticato sul tavolo.

Perchè lui è distratto … ma c’ha culo!!

Infine viene il peggiore di tutti: Verstokhausen.

Il nerd con l’occhialetto da vista e la pashmina, biondino e un pò nordico.

Con lo sguardo da serial killer e le occhiaie di uno che ha passato una vita intera a giocare al poker online. Lui è quello più imprevedibile fra tutti, nonché un essere privo di emozioni.

Ma chi la spunterà fra i tre?

Entriamo nel vivo della partita.

Riveira in small blind apre con una bottom pair, Verstokhausen, chip leader al momento, raisa di 35000 con un progetto di straight flush concretizzato dopo il flop, una call quasi standard ai giorni nostri.

4-bet di Anderson che ci crede ma Verstokhausen vede il bluff e va all-in.

Grande mossa del tedesco che chiude il colpo con classe teutonica e cashando almeno 750.000 potrebbe arrivare a Vegas.

Anderson trova una top pair e sfida Verstokhausen raisando come un matto ma il river da ragione al tedesco che aumenta il suo chip count grazie ad un delicatissimo full.

Attenzione spettatori, colpo di scena. Sembra si sia aggiunto al tavolo un quarto giocatore. Somiglia vagamente a Renzo Arbore per via di quei curiosi occhiali vintage con le lenti colorate.

Non ci è ancora nota la sua identità, il fumo impedisce una chiara visuale.

Ma che presa signori!! Ecco il call e in nostro giocatore misterioso diventa subito chip leader in un incredibile crescendo rossiniano! Chiude in uno stack ragguardevole facendo foldare tutti!

Insomma … avete capito alla fine chi ha vinto no?

Chi ha fatto il culo a quegli sfigati di Riveria, Anderson e Verstokhausen?

Lo diceva sempre mia nonna che il Burraco è come la danza classica: ti insegna le basi per tutto!

Ascolta il Podcast su …

   

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