Morale della Favola #1: Ponte Ponente …

Voglio raccontarvi una storia.

Forse più di una.

E non voglio fare per forza la simpatica … sarò me stessa e basta.

Forse un filo più seria del solito.

Ma autentica.

E senza un vero e proprio gobbo.

Non c’è un tema fisso per questa serie di episodi …

Perchè ho sempre qualcosa da dire, lo sapete.

A volte parlo di me, di ciò che mi circonda.

A volte scrivo storie.

A volte racconto favole.

E voi … vi siete mai chiesti quale sia il morale della favola?

Ve lo dico io.

Non esiste alcuna favola.

Ma la morale, beh quella c’è sempre.

Oggi vi racconto di una bambina che a 6 anni aveva già visitato gran parte degli Stati Uniti e poca italia. Che viveva in viaggio resistendo con fatica al jetleg durante le cene pallosissime dei congressi di medicina del padre. In giro per il mondo.

Mi hanno sempre affascinato le grandi metropoli ed in particolare gli States. New York, Las Vegas, Los Angeles, San Diego le conoscevo già tutte … in particolare però proprio San Francisco mi colpì, con questi sali scendi che la rendevano così diversa dalle altre! La attraversammo in bici in luogo e in largo e raggiungemmo Sausalito dall’altra parte del ponte Golden Gate. Rosso e maestoso. Quando lo vidi non volevo credere alla sua grandezza. A come un’opera del genere potesse esser stata costruita in primo luogo dall’uomo e in secondo … nel 1937.

SanFrancisco-119-1000x667

Fu amore a prima vista per questo genere di opere, così slanciate seppur mastodontiche. Tuttavia quello che non sapevo è che dopo il buio liceale non avrei mai riflettuto troppo a lungo sul da farsi …. e che non avrei mai preso la strada per poterli costruire un giorno. Scelsi una via più semplice e diplomatica … architettura.

Non che non l’abbia amata, anzi mi ha fatto conoscere tante cose … ma mai la storia delle grandi opere ingegneristiche. Delle mega strutture. Delle quali mi interessavo praticamente da sola per puro diletto.

Del tutto insensato dal momento in cui effettivamente potevo scegliere ingegneria. Ma forse sarebbe stata troppo fredda come facoltà per una come me. Io… Il controsenso dei controsensi. Laureata in una materia scientifica nell’unica facoltà in cui nessuno si laurea in materie scientifiche.

Ah e nel ramo delle strutture, appunto!

DSC_0501 2013-06-07T10-55-18_0 

Il mio relatore (ingegnere) mi minacciò quasi quando gli chiesi la tesi. “Non inventarti una struttura scontata, altrimenti con me non ti laurei”. Tuonò!

In pratica, dopo sei mesi buoni di test e spronata da quella prole così forti, tirai fuori una copertura abitabile sospesa, pesantina il giusto. Ma sostenuta da pilastri ramificati in acciaio. Esili e slanciati.

2013-06-07T11-06-56_41

Come degli alberi i cui rami non possono flettersi perchè posizionati ed orientati perfettamente in funzione del peso sorretto. La progettai ispirandomi ai grandi maestri che segretamente amavo tantissimo, i quali non si limitavano al disegno come nella maggior parte dei casi facevano gli architetti. Ma sviluppavano teorie magnifiche, inventavano metodi (come nel mio piccolo avevo fatto anche io per la mia tesi) e poi grazie a calcoli matematici certosini riuscivano a realizzare il bello e l’impossibile in modo arguto e ingegnoso.

Parlo di Pier Luigi Nervi, mio idolo assoluto.

Di Sergio Musmeci.

Di Riccardo Morandi.

E molti altri della storia italiana.

In un momento post lauream ho avuto modo di conoscere una docente la quale mi trasmise ancor di più questo amore per le strutture fornendomi per altro moltissime nozioni che non conoscevo in merito alla storia dell’ingegneria strutturale del nostro paese. Tullia Iori oltre ad essere magnetica quando spiegava, mi fece capire il vero motivo per cui amassi così tanto quegli argomenti. L’unicità italiana e la genialità degli individui che hanno realizzato il nostro paese in particolare durante il boom economico ma anche prima con l’avvento dei primi brevetti … e con cantieri per altro del tutto artigianali.

L’incredibile ma vero del nostro paese.

Così girando per l’Italia cercavo storie da raccontare. E mi imbattei in una pagina online che parlava del ponte di Pianello a Muro Lucano. Trovandomi in Basilicata per altri motivi e relativamente nei pressi, decisi di andare, ma sbagliai clamorosamente strada! Finendo per errore in una galleria non terminata, buia … ignorando se vi fosse il buco dall’altra parte. Poi procedendo con la macchina su questa strada parzialmente asfaltata, ad un certo punto sentii il vuoto sotto. Un salto di 20 centimetri e lo stomaco fin sopra la testa, era finito l’asfalto. Ma alla fine uno spiraglio … riuscii ad uscire dalla galleria e un branco di cani sbucato dal nulla inizio a inseguirmi sul quello che era diventato un sentiero in aperta campagna. Ma Muro Lucano era proprio li.

Esattamente: Nel nulla!

2013-07-23T11-55-23_3

Così quando arrivai lo vidi. Un’emozione unica perchè nessuno lo conosceva e nessuno ne parlava. Opera davvero impressionante per essere del 1916 e che ricordava con questo arco parabolico, così ardito fra le rocce, il sistema Hennebique. Non c’era davvero motivo di prendere la macchina e farsi un mucchio di chilometri per andare a fotografare un ponte.

Ma tant’è!

Premetto che io soffro di vertigini eppure, mi sono arrampicata su una spalla del ponte di Gagliano del capo in Puglia, per poter vedere da vicino l’arco sottile costruito secondo il metodo Maillart, in seguito inspessito per via di un restauro errato.

2013-06-07T11-06-57_65

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

2013-07-23T14-39-32_33

Poi, ho anche camminato nel vuoto sui binari abbandonati di quello in acciaio di Röthlisberger a Ronciglione. Ponte particolare in quanto isostatico … e tutto questo per vedere da vicino la cerniera centrale!!

Ponte-di-Ronciglione_04
DSC00131

DSC00125

Non so perché io sia così folle e legata a queste cose! Davvero.

Me lo spiego così …

Forse perchè mio nonno era americano e il padre lavorava in una miniera nei pressi di Pittsburgh, dove estraevano con fatica il ferro che serviva a costruire ponti e navi, in America e in tutto il mondo ?

Forse perchè Il mio bis bis nonno, Gabriele Gabrielli, era un ingegnere del Piceno che realizzò moltissimi ponti in pietra con archi che ricordavano gli acquedotti romani lungo la Via Salaria ?

Molti dei suoi ponti purtroppo sono stati abbattuti durante la guerra. Fra cui il più celebre, il ponte Cartaro, alle porte di Ascoli Piceno.

PortaCartara_Acquedotto romano

Porta Cartara_Ponte crollato

Altri, nonostante l’anziana età, sono invece ancora in piedi ed in perfetto stato! Come quello sul torrente Garrafo.

ponte salaria

images

Il 14 Agosto del 2018 ero in Canada quando è successo.

Ricordo di aver nascosto i giornali in hotel purchè non tutti sapessero che eravamo riusciti a far crollare miseramente uno dei simboli del nostro paese, assieme a molte vittime. Il ponte sul Polcevera.

Il ponte di Genova.

domus-ponte-morandi-2.jpg.foto.rmedium

derrumbe-viaducto-genova-655x368

Il mio dispiacere era enorme, tale quasi da rovinare il viaggio.

Dopo quasi un anno si è deciso di non scavare per cercare di comprendere il motivo del crollo. Ma di far brillare tutto. Spettacolarizzando per dimenticare quanto accaduto. incolpando in molti casi la figura del povero Morandi. Artefice di un’opera incredibile in pre compresso, simbolo inimitabile ed immenso, che forse davvero in pochi, oggi sono in grado di comprendere.

ponte-morandi-genova-non-esiste-piu-video-demolizione-59470_1_1

Il morale della favola di questa storia?

Ieri e oggi sono due questioni distinte.

Ai giorni d’oggi non siamo in grado di costruire come ieri.

Non possiamo costruire come facevamo ieri.

Anche se paradossalmente è tutto più semplice oggi.

Allora conserviamo il passato perché non abbiamo più modo di fare la differenza nel presente.

Ma se non si studia il passato, non lo si fa adeguatamente.

Allora poi basta abbattere un capolavoro con applausi al seguito e tanti like su Instagram, per realizzare un anonimo cavalcavia per risolvere il problema.

Ascolta il Podcast su …

   

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...