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Avrei qualcosa da dire Show

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Lievito di Birra e Sailor Moon

In un anno e 3 mesi dall’apertura di questo blog – podcast vi ho parlato di vita, di esperienze, di viaggi, di disagi, di sventure e di sfighe …

Insomma un pò di tutto. E quasi sempre in chiave piuttosto comica. Oggi, in questo post, mi piacerebbe ripercorrere con voi le puntate più iconiche trattate nelle scorse stagioni e provare a vedere come quelle situazioni si sono trasformate oggi.

Si, intendo proprio oggi con la quarantena di mezzo! Così, magari ci riflettiamo un attimo su e magari, oltre a farci una risata, scopriamo che certe cose nemmeno la quarantena le migliorerebbe e che non ci mancano affatto! Oppure, che nonostante gli arresti domiciliari, le preferiremmo così sempre!

Iniziamo?

Il primo episodio che mi viene subito in mente è Missione Spesa il supermercato. Beh, se già la definivo una missione prima … ora, che cos’è? Adesso, oltre alle già citate problematiche, dobbiamo compilare e stampare un’autocertificazione che cambia praticamente ogni giorno, indossare addirittura un’armatura (fatta di guanti e mascherina), sostare in fila per ore a distanza ma con addosso gli sguardi cattivi dei vecchi, quelle occhiatacce che ti giudicano no?

Perciò se hai la mascherina: sei un ingrato ladro di mascherine, sfruttatore di farmacie, assassino di persone anziane … o un infetto! Mentre se non la hai: sei uno sfigato, incosciente, sprovveduto … e pure infetto!

Insomma, tu come fai fai sbagli. Mentre loro si ammucchiano in duemila davanti all’entrata, prendono a bastonate quello che misura la febbre e discutono animatamente di virus e cantieri.

Fino a ieri tutti a casa con gli acciacchi.

Tutto questo mentre, sempre in fila, ci sono i separati in casa, o meglio, i separati in due case diverse, che si danno anche loro appuntamento per vedersi e parlare, non di cantieri, ma forse d’amore …

Temporeggiando romanticamente fra uno scaffale e l’altro, sostando davanti a quella che diventa improvvisamente la difficilissima scelta di un barattolo di marmellata: sarà meglio ai mirtilli o alle albicocche? Ma non importa, incontrarsi è la cosa più bella della giornata. 

Prima fare la spesa non era altro che una cosa obbligata da risolvere nel minor tempo possibile, senza soffermarsi a parlare con nessuno. Usando i dispositivi per passare gli alimenti, le casse automatiche. Tutto veloce, velocissimo. Una corsa campestre ad ostacoli.

Ora invece … tutto ciò fa pensare no? Ora, è un luogo di ritrovo. L’unica cosa che si può fare fuori. Al supermercato non dovrai più fare la caccia all’offerta, schivare la gente davanti al banco frigo, trovare i percorsi brevi. Le corsie sono libere, nessun checkpoint.

E improvvisamente rivedo a me! Che detesto da sempre fare la spesa. Penso alla farina d’avena integrale che non trovavo mai, e che cercavo disperata (perchè sennò il mio compagno a dieta sportiva perenne chi lo sentiva)!!

Mentre oggi lei, la farina d’avena integrale, è proprio li.

Davanti a me.

Mi fissa.

Sventola un cartello a caratteri cubitali con mega freccia con scritto:

“LA FARINA D’AVENA PER SILVIO E’ QUI!”. 

Ma ora, a lui non serve più. E certo adesso chi se ne frega delle robe integrali no? E’ il momento di ingrassare, di fare la danza del carboidrato complesso, di trasformarci in Sailor Pizza con la panza ed urlare:

“Potere del lievito di birra vieni a meee!”

Mentre innalziamo al cielo uno scettro che non è altro che una bottiglia di birra peroni impolverata e riempita di succulenta passata al pomodoro della nonna che conserviamo gelosamente dal 1986, più naturalmente del basilico scenografico e delle mozzarelle di bufala che ci girano tutte intorno a formare un’aura potentissima!! 

Che i vegani muti! Al massimo loro si trasformano in Super Seitàn. Se lo trovano di sti tempi … 

Scusate, battuta pietosa! Non ho niente contro i vegani. A parte il seitan.

Quindi ricapitolando. Se la farina d’avena integrale inspiegabilmente prima non c’era (che nemmeno i Nutella Biscuits hanno mai raggiunto tali livelli di introvabilità), mentre adesso c’è a vagonate …

Secondo voi quante probabilità ci saranno di trovare il lievito di birra?

Avanti, pensateci!

E immaginatemi mentre faccio un fouetté en tournant (una piroetta) tentando di avviare la coreografia di Sailor Pizza!

La riposta è …

NO!

Col ca**o che lo trovi il lievito di birra!! 

Che poi io dico, non se l’è mai inc*lato nessuno il lievito di birra!

Non sai nemmeno che forma ha il lievito di birra. Sono duecento mila anni che hai una cucina dotata di forno, ce l’avevi pure a 5 anni (soprattutto se sei femmina e ancora ti chiedi come mai a te regalassero assi da stiro e fornelli mentre a tuo fratello le macchinine telecomandate), ma mai, neppure allora ti è venuto in testa di farci la pizza.

Io l’ultima volta che ho provato a fare il pane mi si è rotto il forno. Ve lo giuro è vero!! Invece adesso? Adesso siamo tutti Benedetta che fa le cose fatte in casa, Alessandro Borghese col taccuino che mette voto diesci alla lochescion che poi è casa sua! Ditelo che state tutti a magnà come matti e a fa Masterchef scambiandovi i grembiuli!

Altro che corsi online e letture!

Scusate, mi sono fatta un’attimo prendere dalla questione.

Ma almeno, guardiamo il lato positivo: da noi finisce il lievito di birra nei supermercati, si fanno i flashmob sui terrazzi, la gente nella peggiore delle ipotesi si improvvisa cuoco nella sua cucina, ma non si raduna vestita da puffo per dimostrare maturità e superiorità di fronte ad un’imminente pandemia, al massimo toh …  fa la valigia e scappa a prendere il treno per giù, ecco. Non che sia geniale eh! Ma comunque non fa di certo la fila per comprarsi una glock o per caricarsi interi pallet di carta igienica!

Che poi vi siete chiesti perchè in inghilterra e in Germania c’è la caccia alla carta igienica? Io dopo l’allineamento di più pianeti, la luna in Saturno, la lettura al contrario degli oroscopi di Paolo Fox e calcoli matematici tipo John Nash in A Beautiful Mind … l’ho capito!

I pivelli non hanno il bidet. Quindi è immediatamente festival internazionale della carta da culo.

Ma torniamo per un momento al cambio delle personalità:

Da oggi ci dividiamo in ipocondriaci seriali ed occasionali con tanto tanto tanto tempo a disposizione. Siamo ufficialmente pazzi. Ossessivo compulsivi. E’ bello no?

A pranzo tutti chef, a cena cuciniamo metanfetamina come Heisenberg in Breaking Bad studiando i fondamenti di chimica nei tutorial di Dario Bressanini, la sera  tutti influencers impegnati in live e dirette su YouTube, di notte evochiamo demoni con la tavola ouija per distruggere la vita di chi ci sta sul cazzo, perchè ora abbiamo tempo e parlare con gli spiriti è un gioco da ragazzi! Gli stronzi poi sono a casa come te, non a farsi le foto alle feste esclusive! Il che li rende delle prede perfette!

Eh. capito il karma? Cioè il covid?

La mattina registriamo podcast motivazionali mentre pratichiamo lo yoga, poi guardiamo il filmino del matrimonio, della festa dei 18 anni e tutte le foto di repertorio anni 2000 classificate fra le più inguradabili di sempre, tutto per convincerci che siamo stati peggio nella vita!

Inizieremo a chiamare per nome le mollette dell’appendipanni cantando come fa Biancaneve con gli uccellini, solo che tu non hai gli uccellini ma le mutande.

Il resto del tempo invece facciamo i professional smart workers, in perfetto equilibrio con il nostro spirito e la vita, fra le mura domestiche. Indossando camicia sopra e pigiama sotto durante le call

In pratica giornate così impegnate, mai avute in vita!! 

E a proposito di smart workers. Mi dicono che i buongiornissimo siano sempre più indaffarati, incredibilmente operativi e sempre più spammers attivi nell’inoltrare bufale e catene di Sant’Antonio H24 a tema coronavirus su WhatsApp. E che molti di loro, appartenenti alla vecchia guardia della scuola pubblica, abbiano fatto un incredibile upgrade e siano passati (dopo milioni di tentativi nell’installazione e conseguenti telefonate ai figli), alla categoria degli insegnanti su Skype.

Condividendo così fogli bianchi in formato word con i loro studenti per fargli prendere appunti e foto scattate con il cellulare allo schermo del loro computer che mostra le dispense di matematica (perchè uno screenshot è una bestemmia e inviare il file un sacrilegio)!! Al massimo ecco, si inviano dei fogli .pdf singoli e sfusi. Tanto per creare casino.

Mamma mia che disastro! Certo non che gli studenti siano meglio talvolta … su Tik Tok tutto bene ragazzi? 

Nel frattempo che tutto ciò avviene nelle nostre case e nei nostri dispositivi …

Netflix spoilera i finali. E pensare che sarebbe bastata una serie come Game of Thrones per far stare a casa tutti! Vi ricordate anche voi quando l’unica cosa importante nella vita era sapere come andava a finire l’ottava stagione?

I mezzi a Roma funzionano. Gli autobus passano ogni 2 minuti, non saltano fermate, nessuno fa più il lotto al capolinea per capire quale fra 446, 911 e 301 partirà per primo!

Per strada non ci sono più code di traffico, categorie di automobilisti e motociclisti da ricoverare o insultare. Non serve più rivedere il codice della strada, anzi. Ci verrebbe voglia di percorrere la Salerno- Reggio Calabia andata e ritorno in un giorno solo. Pur di uscire.

Rimanesse così anche dopo … non sarebbe poi tanto male no? 

Però un pò manca.

Ora scappo che alle 18:00 c’è il flashmob a tema Backstreet Boys sul terrazzo e alle 19:00 il gioco aperitivo.

Il programma oggi è intenso. 

Ciao


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